lunedì 28 gennaio 2008
VILE ATTENTATO ALLA SEDE DELLA DESTRA-G.I. DI MARINO (ROMA)
Nella notte misteriosi “impavidi”, nascosti nell’oscurità, hanno gettato della benzina dentro la sede della Destra e di Gioventù Italiana a Marino e scritto sulla porta “antifascismo”. Solo per miracolo la benzina non ha preso fuoco dando alle fiamme un intero stabile. Si è evitata così la strage.
Queste pratiche noi le conosciamo bene. Non cadremo nella provocazione di chi vorrebbe farci fare un passo indietro per farci ripiombare negli anni di piombo. Non vogliamo si instauri un clima in cui di tutto si può parlare tranne che di politica per la gente: questo potrà star bene a chi non ha proposte ne progetti, non a noi.
Le istituzioni devono intervenire e condannare simili avvenimenti, non essendo pensabile che il tutto possa essere sottaciuto e bollato come una “bravata”. Perchè queste “bravate” causarono la morte di moltissimi giovani e giovanissimi.
Comprendiamo, d’altro canto, la delusione di certi giovani compagni per aver appoggiato un governo amico delle banche e della grande finanza e nemico del popolo e dei ceti più deboli, comprendiamo pure la loro frustrazione nel non avere più idee e vedere che dall’altra parte ci sono.
Ma non potremmo mai capire perché questi risentimenti poi possano portare a prendersela con chi ha sempre combattuto per la giustizia sociale, con chi è sempre stato vicino al popolo.
Marino non merita simile gentaglia. I cittadini vogliono risposte politiche ai problemi quotidiani e non vivere nel terrore che quattro scalzacani imbecilli possano dare alle fiamme uno stabile portando degnamente a termine una serata passata a fumare spinelli.
Giovedì saremo a Marino. Per una fiaccolata. Tutti presenti. Per gridare che gli attentati e le intimidazioni non fermeranno la nostra marcia. Che il fuoco della nostra fede e dei nostri ideali è più forte di quello della loro benzina.
GIOVENTU' ITALIANA LAZIO
sabato 26 gennaio 2008
DISCRIMINAZIONE SOCIALE: RITARDO MENTALE O BAMBINO DIFFICILE?
E’ ormai qualcosa che invade il nostro quotidiano. Il problema si presenta sempre di più nei gruppi scolastici, di qualsiasi livello, nella società comune e in quello che dovrebbe essere il “dolce nido”: la famiglia. Il bambino portatore di handicap o ritardato mentale è diventato il vero punto di sfogo della discriminazione, quella sociale. Qualcosa che ormai si diffonde in tutti gli ambienti italiani.
Potrei parlare quindi una forma di razzismo (non riconosciuta), di forme “scartate” semplicemente perché, considerate “diverse”. Il problema è maggiore perché le istituzioni, iniziando dalle scuole fino alle altre attività extra scolastiche, fanno ben poco per l’inserimento e per i progetti educativi destinati a queste persone.
Non ci sono innanzitutto scuole attrezzate, persone qualificate che diano la possibilità ad ogni “bambino difficile” di apprendere dal mondo in cui sta crescendo.
La crisi è essenzialmente sollevata anche dal fatto che le famiglie, sentendosi spesso abbandonate, non sempre accettano un loro brutalmente chiamato: “figlio disagiato”. Molte coppie tendono a lasciarsi, altre ritengono addirittura che “figli di questo tipo”, non abbiano diritto ad un’educazione che essa sia individualistica o meno. Fa male ascoltare parole del tipo: “Non c’è bisogno che vada a scuola visto che è così…”. E fa ancora più male quando a pronunciare questo, non sono solo persone meschine ma tutti quelli che pur non parlando, restano indifferenti, senza ascoltare, impedendo lo sviluppo e sostegno a quest’ importante ramo dell’albero della società Italiana.
Dal punto di vista pedagogico è importantissimo che lo sviluppo di un bambino sia associato a qualcuno in modo da poter esercitare la mente. Se nessuno gli presta attenzione, nella vita, come nella società, arriveremo al declino totale di questa persona. La stessa cosa la ritroviamo nel linguaggio, un bambino può sviluppare il linguaggio solo ed esclusivamente se inserito in un rapporto sociale. Se questo viene a mancare, si svilupperà di conseguenza un isolamento.
E’ necessario intervenire per salvare dalla solitudine questi bambini da quel mondo che un giorno li farà sentire parte dei “discriminati sociali”.
Valentina Pochesci Dirigente Nazionale Gioventù Italiana
venerdì 25 gennaio 2008
DOMENICA 3 FEBBRAIO 2008 ORE 11,00
Carissima, carissimo,
il 3 febbraio alle ore 11, al cinema Capranica, in piazza Capranica, La Destra proporrà alla Cdl la mia candidatura alla presidenza della Provincia di Roma. Ritengo questa occasione particolarmente importante per dare un segnale forte al mondo politico e all'elettorato. Le provinciali saranno, per La Destra, il primo vero banco di prova e un'affluenza numerosa domenica, servirà a darci quella forza e quella giusta spinta per raccogliere il consenso che meritiamo. Diventa protagonista con la tua presenza. Non mancare.
Teodoro Buontempo
mercoledì 23 gennaio 2008
ISTANTANEA DI UN GOVERNO ALLO SFASCIO…
Scene di fine millennio!!!
E’ questo il contesto in cui noi tutti ci apprestiamo a vivere la fine tanto sospirata e meritata di questo Governo…eppure…
Eppure il "Professore" non molla…arcigno e battagliero continua imperterrito ad andare avanti come se nulla fosse accaduto…come se tutto sia normale!!!
Intanto tra calcoli spiccioli da "Fantapolitica" e "Congreghe Segrete "acchiappavoto", ci siamo Noi ovvero l’Italia pulsante, quell’Italia fatta di uomini e donne che, quotidianamente, si guadagnano il cosiddetto "pane" e cercano di andare avanti…umilmente!!!
"…Turigliatto, Rossi, Bordon & Manzione!!! Poi ancora D’Amico, Levi Montalcini, Ciampi, Colombo, Scalfaro ed Andreotti…" Tutti nomi altisonanti…tutte persone rispettabilissime…eppure…
Eppure qui c’è un’intera nazione che sta annaspando…che sta tentando di rialzare la testa nonostante finanziarie assurde, malgoverno e mal gestione, corruzione politica e chi più ne ha più ne metta!!!
È ORA DI FINIRLA!!!
Non si può ridurre la POLITICA ad un mero gioco di combinazioni numeriche… Non si può far "tirare il collo" ad una NAZIONE che da troppo tempo chiede di ristabilire gli equilibri…
È giunto il momento in cui, i nostri "Governanti", dovrebbero rinunciare alla propria avidità di potere ed adempiere al loro primo atto di responsabilità nei confronti del popolo elettore…
DIMETTERSI!!!
Marco Alesiani
Portavoce G.I. – Comune di Mentana
lunedì 21 gennaio 2008
Lo desideriamo fortemente,lo desiderano gli italiani esasperati dall'immobilismo e l'incapacità di questo governo.Una maggioranza che non è mai riuscita,nonostante la continua emergenza in cui viviamo,a prendere una decisione ferma e sensata.
Diciamo basta a questa casta di politicanti che sta trascinando nel baratro la nazione,che ha lasciato i suoi cittadini a combattere soli e sempre più disperati i problemi di ogni giorno.
Un popolo martorizzato:caro-vita,mutui insostenibili,continuo aumento delle tasse,lavoro sempre più precario e poco retribuito,nessun piano per la sicurezza e il controllo dell immigrazione etc etc.
" prodi e veltroni,tante chiaccchiere zero soluzioni" questo è il modus operandi irresponsabile di chi,sin dall'inizio, ha preferito cullare gli interessi dei poteri forti e delle banche invece di interpretare e comprendere il disagio e la frustrazione degli italiani.Questa maggioranza si è preoccupata principalmente di mantenersi in vita cercando di conciliare le varie anime(eternamente in conflitto)che la compongono al solo fine di gestire il potere per il potere. sembra che,finalmente, senza l'aiuto di "spallate" questa esperienza stia terminando per consunzione.
ci auguriamo vivamente per il bene dell'Italia che il destino di questo governo sia ormai segnato.
Vincenzo Forte
portavoce G.I prov. di RM
Al capellone di Mentana.
I dirigenti di Gioventù Italiana non rivestono tale carica per mera burocrazia, ma dirigono un movimento difendendo con i denti la propria gente.
Dichiarando la mia solidarietà ai camerati vigliaccamente attaccati comunico che sarà mio preciso dovere chiedere conto di questi atteggiamenti a chi, ragliando, pensa di colpire una comunità che invece è unita e granitica.
A Marco va il mio sostegno.
Massimiliano Macera
Dirigente Nazionale Gioventù Italiana
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