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lunedì 17 dicembre 2007

Parola ai militanti. Anzitutto sui costi.

Sabato 15 dicembre, Gioventù Italiana Alatri (FR) ha organizzato un riuscitissimo presidio in piazza contro la speculazione sulle acque pubbliche a sostegno del progetto H20 (a breve online le foto).
La mobilitazione è stata possente, a riprova dell'operatività della comunità ciociara e delle associazioni che la supportano.
Presenti i giovani di Alatri, il portavoce locale de La Destra, il Portavoce di Boville (FR), il federale provinciale di GI con i militanti della provincia al seguito, il portavoce di Ceccano (FR), il portavoce di Paliano (FR), il responsabile del Polo Ovest della provincia, i due Dirigenti Nazionali di GI in forza alla provincia, il portavoce dell'ass.ne Movimento Di Popolo, il Dirigente Nazionale del Dipartimento Cultura.
Aldilà delle notizie specifiche sull'iniziativa, sulle quali si soffermerà il Federale provinciale di Frosinone, mi preme scrivere alcune cose sulle quali per diverse ore abbiamo discusso con i nostri militanti.

Ho ricevuto numerose segnalazioni di mancati "agganci" di nuovi ragazzi pronti per cominciare con l'avventura GI perchè letteralmente allontanati dal costo proibitivo della tessera.
Non è una cosa marginale.
Non abbiamo potuto tesserare decine di giovani perchè, giustiamente, non erano in grado di sostenere un costo così elevato e gravoso.
Conosco le direttive nazionali, le quali hanno specifiato che i ragazzi di Gioventù Italiana devono essere tesserati con procedimento identico agli aderenti de La Destra: quindi sborsando 20 euro.
Come Dirigente Nazionale ho il dovere di rappresentare la mia gente, e di supportarla non solo a parole ma con i fatti.

Questa è una direttiva che non corrisponde alla realtà del quotidiano: non possiamo chiedere 20 euro ad un ragazzo. Punto.
E' meglio raggiungere 100 euro facendo firmare 100 ragazzi che raggiungere la stessa somma tesserandone 10.
E' logica sociale, è matematica. E in più ci garantisce autonomia.
E gli obiettivi economici li raggiungeremo ugualmente.

Ergo, di comune accordo con il Federale provinciale di Frosinone di GI Valeriano Tasca, come Dirigente Nazionale del movimento giovanile ritengo legittimo il tesseramento disgiunto come Gioventù Italiana, facendo avvicinare i giovani con un costo annuale simbolico che non sia assolutamente di 20 euro.

Sottolineo che queste istanze sono in linea con il pensiero militante delle comunità che compongono GI nel Lazio, e sono battaglie che con il dirigente regionale Messa e con Valentina Pochesci abbiamo portato avanti in ogni sede.

martedì 27 novembre 2007

L'anima eretica di quella sinistra nazionale... collocata a destra.

Paolo Signorelli ha scritto chiaramente cosa si intende per "destra", e altrettanto chiaramente si è collocato - a mio avviso - laddove Corridoni e Sorel prima, Ricci, Bombacci, Carli e Nicolai dopo, hanno deciso di militare. L'anima sinistra della destra radicale è qualcosa che merita di essere riportata all'ordine del giorno, o quantomeno alla dignità che merita.
Scrivo di getto, e mi ripropongo di parlare di ciò che ogni singolo personaggio citato ha detto e fatto nella sua vita.
Per adesso mi interessa dire quello che penso. Che in economia, in lavoro e mercato, l'anima sociale di quel sindacalismo rivoluzionario, o di quel socialismo alla Proudhon, è valido e vale la pena spendersi per esso.
In ambito internazionale idem. Ricordo i 4 milioni di giovani in piazza strappati dalla sinistra per dire no alla guerra in Iraq, guerra che ci ha fatto perdere le elezioni così come in ogni altro Paese europeo. Ricordo che se l'anima sociale della destra avesse continuato a battere sulla strada che le è propria, avremmo evitato di fare da zerbino agli americani e pagare un tributo altissimo ( in termini di costi, vite umane, e reddito politico) alla follia della guerra del petrodollaro.
Non accetto, infine, che queste idee vengano censurate o relegate nel dimenticatoio. Possono essere non condivise, ma censurate mai. Specialmente nei nostri ambienti.
Scrive il prof.Paolo Signorelli: Ricci, Nicolai e Carli: tre nomi da inscrivere nella storia dell'eresia. L'eresia di quel fascimo "immenso e rosso" cantato appassionatamente e suggestivamente dal Drieu e riproposte con lucidità di analisi da De Benoist.