mercoledì 9 gennaio 2008

G.I. Provincia di Frosinone incontra il coordinatore regionale Alessandro Messa

Giovedì 17 gennaio alle ore 19, presso i locali della federazione provinciale di Frosinone, si terrà l'incontro tra tutti i ragazzi di G.I. della provincia di Frosinone ed il coordinatore regionale Alessandro Messa. Incontro in cui si parlerà delle linee che Gioventù Italiana dovrà seguire nel Lazio anche in vista delle prossime elezioni provinciali. Si parlerà anche delle battaglie che i ragazzi della Provincia di Frosinone stanno portando avanti con grande vigore e degli ottimi risultati ottenuti dino ad oggi sul campo, raggiungendo già quote importanti per il tesseramento, anche grazie alla novità di far pagare le tessere di G.I. al costo di 1 euro.
Siete tutti invitati a partecipare all'incontro.

sabato 5 gennaio 2008

venerdì 4 gennaio 2008

Lobby e immigrazione...Caritas.

"Il Coordinamento nazionale immigrazione nasce per assicurare una condivisione delle esperienze vissute dalle Caritas diocesane a livello territoriale. In ogni regione ecclesiastica il Coordinamento ha un suo rappresentante. Il confronto tra i referenti regionali consente uno scambio di buone prassi ed eventuali conseguenti azioni di lobbying sulle istituzioni nazionali preposte alla gestione del fenomeno migratorio. Nel Coordinamento vengono discussi temi come l'inserimento socio-economico dei migranti nella società di accoglienza, la loro partecipazione politica, il dialogo interreligioso. Ma anche questioni contingenti che meritano specifica attenzione da parte di chi è quotidianamente impegnato nel settore (decreto flussi, nuove procedure per il rinnovo dei documenti di soggiorno ecc.). Nell'ambito degli incontri del Coordinamento si è, ad esempio, provveduto all'elaborazione di un documento contenente proposte di riforma della legge sull'immigrazione inviato ai Ministeri competenti. Attualmente è in atto una riflessione sull'integrazione degli immigrati nel nostro paese. Scopo della riflessione: giungere alla stesura di un testo per le Caritas diocesane che definisca un posizionamento comune su questo tema così complesso."

Tratto dal testo per coord.per l'immigrazione della CARITAS



giovedì 3 gennaio 2008

Nuovo Sondaggio: Cosa ti preoccupa di più in questo inizio di 2008?

Partecipa anche tu al sondaggio.

Nuove strade per una vita.

La campagna per la moratoria dell'aborto proposta da Giuliano Ferrare ha riaperto la discussione sulla 194.
Inaspettate sono state le pseudo alleanze create da questo caso, come quella fra Bondi, Forza Italia e la senatrice del partito democratico Binetti.
Quest'ultima ha rilasciato nella sua intervista le suddette parole: "Noi intendiamo che venga applicata tutta quella parte di legge che intende presentare alle donne le alternative all'aborto e le forme di sostegno". La posizione della Binetti, come quella dei cattolici del partito democratico, ha provocato problemi soprattutto fra le due anime di quest'ultimo.
Inoltre è la Binetti stessa ad accusare anche la sinistra più estrema, come i Comunisti italiani, di coprire di vergogna la maggioranza di governo.
Un' unione politica creata da un argomento del genere tra due forze opposte, riguardante la vita è davvero un fatto importantissimo per il panorama politico italiano. Dare possibilità ad una donna di scegliere altre strade che non siano quelle di un omicidio, offre il modo di salvare un'esistenza ma allo stesso modo di riflettere sul gesto che si sta compiendo, troppe volte mascherato con falsa semplicità da politici e dottori. Si mettono davanti agli occhi del panorama femminile nuove strade da percorrere, come quella dell'adozione, salvaguardando un bambino e aiutando coppie che un figlio non potranno mai averlo.
E' ingiusto che sulla legge 194 si parli solo come "consentire l'aborto" è necessario fornire anche le alternative, metterle a conoscenza di ogni futura madre.
L'aborto è un omicidio non dimentichiamolo.
Valentina Pochesci
Dirigente Nazionale GIOVENTU ITALIANA

mercoledì 2 gennaio 2008

Qualche settimana fa l'Italia si fermava. Il sondaggio.

La fine del 2007 ci ha portato una delle più gravi (e sentite) crisi sociali degli ultimi anni. Lo sciopero degli autotrasportatori, il "Bisonte Selvaggio" come è stato ribattezzato dai media, è un fatto socialmente (e politicamente) rilevante perchè ha acuito alcuni aspetti che già serpeggiavano da tempo: l'impossibilità di far valere i propri diritti in maniera pacifica attraverso la dialettica politica, lasciando come unica via percorribile la protesta sociale, anche forte, che crei disagio, forte disagio.

Lo sciopero si è inserito in un lungo anno di categorie in rivolta: farmacisti, tassisti, pubblico impiego, forze dell'ordine, trasporto urbano, medici.
Già questo dato spezza una lancia nei confronti degli autotrasportatori: la loro protesta non è dovuta a interessi di corporazione, è uno sfogo sociale comune a decine di altre categorie in difficoltà.

Come si sono posti gli italiani al cospetto della paralisi dell'Italia per due giorni di caos e scioperi?
Verrebbe da dire che gli italiani abbiano accolto male la protesta: code alle stazioni di servizio, carburante esaurito, mancanza di alcuni generi alimentari, ritardi nelle forniture.
Invece non è del tutto così. Molti problemi dei camionisti toccano anche i cittadini, a cominciare con il caro benzina e i rincari sui pedaggi.

L'associazione politica Movimento Di Popolo ha posto un quesito: il governo (di sinistra, è bene ricordarlo) ha usato il pugno di ferro con gli scioperanti. Sono scattate le precettazioni anche ai "padroncini", cioè gli autotrasportatori privati. Camionisti schedati, in qualche caso anche portati in questura. Ci risulta addirittura il fermo di polizia per un segretario di un sindacato autonomo in Sicilia. Tutto questo, secondo voi, è stato giusto?

Il sondaggio è stato apprezzato e le percentuali non lasciano dubbi: per l'82% (33 voti), il governo ha sbagliato questo approccio allo sciopero, bocciando il comportamento tenuto da esecutivo e dal ministro Bianchi. Il 15% (6 voti) ritiene che la protesta abbia valicato i confini del lecito, e perciò si è espresso favorevolmente alla linea dura contro gli scioperanti. Solo il 2%, infine, si è mostrato indeciso e forse si aspettava un atteggiamento diverso sia da parte del governo che da parte dei camionisti, e dai loro sindacati.